
Dino Menozzi
Editrice Age – Reggio Emilia 1971
… ci sembra opportuno riportare l’avventura della scoperta di Nello Ponzi che solo dopo oltre vent’anni dal suo accostarsi alla pittura , e divenuto noto al pubblico degli appassionati e della critica più attenta.
Di Nello Ponzi si era già sentito parlare sulla stampa locale nei soliti termini giornalistici che puntano sul caso inconsueto e pittoresco, sul “pezzo di colore”. Una verifica diretta ci permise di scoprire, alla sua prima partecipazione ad una modesta collettiva provinciale (Lesignano Bagni 1968) riservata principalmente alla pittura dilettantistica, i notevoli valori espressi dal suo genuini talento, di conoscerlo meglio e di accertare che le sue prime e già valide e compiute manifestazioni pittoriche risalivano al 1945.
Consci della sua fresca vena poetica, dello straordinario fascino, dell’inconscio e suggestivo primitivismo di tante sue espirate raffigurazioni (è anche valido scultore) magicamente evocate da biblici racconti e leggende contadine con toni soffusi e fiabeschi, provocammo la sua prima partecipazione ufficiale (Correggio 1969 – “Il mondo dei naïfs”) con non poca fatica – essendo l’autore talmente restio ad ucire dal suo ambiente quieto e dimesso ma così ricco di fervidi accenti interiori – al punto di dover consegnare in mostra due opere acquistate in precedenza dal pittore stesso, dopo altrettante e non minori insistenze. Lo segnalammo inoltre a Bihalji-Merin, a seguito di una richiesta di compilazione di una succinta panoramica sugli autori italiani di maggior spicco emersi o venuti a conoscenza dal pubblico negli ultimi anni, il quale osservata la documentazione inviata, confermò in pieno la nostra valutazione e lo inserì tra i nominativi citati nel catalogo Naivni 70 dell’omonima Rassegna Internazionale di Zagabria.
Successivamente lo proponemmo ed iscrivemmo personalmente, per la seconda volta, a causa della sua perdurante riluttanza ad esporre, alla 1^ Rassegna annuale di Parma (1971), ove, presente Arsèn Pohribny in giuria, meritò il primo premio (titolo dell’opera La fuga in Egitto) ex-aequo con altri quattro validissimi autori, fatto questo che costituì la sua ufficiale legittimazione.

La fuga in Egitto
enrico62
selezione articoli,Plink

Dino Menozzi La scultura Naive
Editrice Age – Reggio Emilia 1972
Vissuto per anni in una piccola frazione appartata, a ridosso delle colline, ha condotto vita ritirata, completamente assorbito tra l’attività di esercente e l’altra “attività” di pittore e scultore. Per quasi trent’anni è sfuggito agli influssi della cultura rimanendo ancorato ad una visione tranquilla e patriarcale della vita. Si direbbe quasi che la sua attività di esercente, oltre ad osservare alla funzione pratica di sostentamento, abbia recitato un importante ruolo di schermo per l’altra attività segreta e personale.
La visione del cortile della sua piccola abitazione ci coglie subito di sorpresa e ci riempie di stupore: ai nostri sguardi si offrono mostri, sfingi, strani ed indefinibili animali, cariatidi, figure zoomorfe, bassorilievi effigianti paesaggi e castelli della zona. E’ una miriade di voci che si alza, un coro di lingue diverse, di sensazioni strane che ci assalgono inaspettatamente. Per anni questo suggestivo campionario è rimasto nel cortile esposto alle intemperie e ogni nuova presenza ritmava il fluire del tempo.
Per quasi trent’anni tali sculture (unitamente ai quadri che fino a qualche anno fa tappezzavano letteralmente le pareti della sua abitazione) non sono state eseguite per altro scopo che quello di soddisfare la sua passione segreta. Solo nel 1969 era trapelata la vaga notizia di un’anziana persona che scolpiva i “sassi “; e fummo noi a riscoprirlo, e toglierlo dalle rassegne dilettantistiche di paese, ad acquistare alcune delle sue prime opere ed a proporlo all’attenzione della critica, sia come pittore che come scultore.

La morte è un sogno
Ma è soprattutto la sua produzione plastica che ci interessa in questa sede. Abbiamo già sottolineato la straordinaria varietà di temi: pur in questa ampia variabilità notiamo che non vi è apprezzabile sviluppo formale nel complesso delle sue opere; caratteristica questa di tutti gli autentici naïf, e prerogativa di notevole importanza per la quale l’autore si esprime fin dall’inizio con un rimarchevole standard artistico che rimarrà pressoché stabile ed invariato nel tempo.
In Ponzi troviamo inoltre una armonica unitarietà di espressione: i temi vengono resi in un inconscio affiorare degli archetipi mentali dell’autore, formati dallo stratificarsi di fantastici racconti, antiche leggende e bibliche tradizioni.

Solo così possiamo giustificare in Nello Ponzi, vissuto per tanti anni isolato, al di fuori del mondo della cultura e dell’arte, impressionanti quanto involontari punti di contatto con le sue ancestrali forme primitive, che insegue modellando e “adattando” le curvature naturali dei massi e delle pietre tondeggianti, ed ottenendo di volta in volta figure di arcaico sapore simili ad alcune pietre tombali bogomiliche (Bosnia Erzegovina) o agli asciutti ed essenziali bassorilievi del Wiligelmo del primo periodo romanico.
enrico62
selezione articoli,Plink
“ I sass mort “ li chiama – pensando che è poi lui a darvi vita a colpi pazienti di scalpello – sono generalmente grosse pere di arenaria scura, abbastanza frequenti nel sottosuolo della zona;
Nello Ponzi ritorna allora con la carriola, carica le pietre grosse come una zucca e sino alla stessa capienza della carriola, e le porta a casa, depositandole nel cortiletto antistante il negozio.
Nelle ore libere, nelle lunghe serate estive, la domenica, mentre gli altri vanno all’osteria per interminabili partite a briscola, Ponzi – un omino in ordine, che ama i libri, la pittura e da giovane fece il burattinaio – si mette lì, sul sagrato della sua casetta, si mette davanti alla pietra prescelta e si fa raccontare la sua misteriosa storia: potrebbe essere il nucleo informe di un leone, di un curioso totem, o, piatta, l’ingresso ad un tempio, con colonne, timpano e due figure che s’incontrano. Prende allora un carbone e su quella pietra ruvida abbozza un disegno che poi accentua , scava, rende in volume con uno scalpello.
Davanti a casa vi sono almeno cinquanta di queste sculture, che la pioggia tende a patinare di verde, di una lievissima muffa che le rende antiche come avanzi di un preromanico immaginario, uscito appunto dall’immaginazione di un uomo che avrebbe potuto essere un garzone _____ se fosse nato ed avesse operato otto secoli fa.

Una mostra patrocinata dall’EPT Reggiano
dal volume “
Dino Menozzi Editrice AGE Reggio E. 1971 pag. 26
“ …. ci sembra opportuno riportare l’avventura della scoperta di Nello Ponzi che solo dopo vent’anni dal suo accostarsi alla pittura, è divenuto noto al pubblico degli appassionati e della critica più attenta.
Di Nello Ponzi si era già sentito parlare sulla stampa locale nei soliti termini giornalistici che puntano sul caso inconsueto e pittoresco, sul “pezzo di colore”. Una verifica diretta ci permise di scoprire, alla sua prima partecipazione ad una modesta collettiva provinciale (Lesignano Bagni – 1968) riservata principalmente alla pittura dilettantistica, i notevoli valori espressi dal suo genuino talento, di conoscerlo meglio e di accertare che le sue prime e già valide e compiute manifestazioni pittoriche risalivano al 1945.
Consci della sua fresca vena poetica, dello straordinario fascino, dell’inconscio e suggestivo primitivismo di tante sue ispirate raffigurazioni (è anche valido scultore) magicamente evocate da biblici racconti e leggende contadine con toni soffusi e fiabeschi, provocammo la sua prima partecipazione ufficiale ( Correggio 1969 – “Il mondo dei naïf” ) con non poca fatica – essendo l’autore talmente restio ad uscire dal suo ambiente quieto e dimesso ma così ricco di fervidi accenti interiori – al punto di dover consegnare in mostra due opere acquistate in precedenza dal pittore stesso, dopo altrettante e non minori insistenze. Lo segnalammo inoltre a Bihalji-Merin, a seguito di una richiesta di compilazione di una succinta panoramica sugli autori italiani di maggior spicco emersi o venuti a conoscenza dal pubblico negli ultimi anni, il quale, osservata la documentazione inviata, confermò in pieno la nostra valutazione e lo inserì tra i nominativi citati nel catalogo Naivni ’70 della omonima Rassegna Internazionale di Zagabria.
Successivamente lo proponemmo ed iscrivemmo personalmente, per la seconda volta, a causa della sua perdurante riluttanza ad esporre, alla 1^ Rassegna annuale di Parma (1971), ove, presente Arsén Pohribny in giuria, meritò il primo premio ex-aequo con altri cinque validissimi autori, fatto questo che costituì la sua ufficiale legittimazione.
Gli “ ingenui ” di Parma
“ … con Nello Ponzi, si torna alle forme arcaiche delle pietre scolpite con la sensibilità di un lapicida medioevale: un mondo misterioso che si svela per le vie semplici di un’autentica cultura popolare. ”

dal catalogo “ Il Mondo dei Naïfs ”
Rassegna storica della Pittura Naïve Italiana
Città di Correggio (Re) - 1991
Sia nella scultura (che consiste nel modellare e sbozzare ruvidamente sassi e blocchi di arenaria, prelevati nel vicino torrente, seguendo e sfruttando le curvature naturali del materiale) che nella pittura, che pratica dal
da GENTE DI CASA NOSTRA
di ieri e di oggi
Nello Ponzi - pittore, scultore, poeta
edito da AVIS Lesignano Bagni – 1993
Nel cuore del vecchio borgo di S. Maria del Piano ha compiuto il “Volo della vita”, per usare questa sua poetica espressione, Nello Ponzi, pittore, scultore, poeta. Tra amene colline, dal verde intenso e dalle “ vigne d’oro ”, Ponzi vide la luce il 21gennaio 1897 e , dopo una parabola di 87 anni, le ha salutate “ senza sgomenti, perché non è triste camminare assieme a Lui … verso il campo fiorito di Verità incancellabile …”. Tale era il suo modo di concepire il presente ed il futuro. Il suo “ Volo “ che “ non fu sempre piacevole e facile “; era iniziato spingendo il carretto attraverso i paesi a vendere qualche taglio di stoffa e passando la notte in qualche fienile o stalla ospitale. Arrivò
Soltanto molto più tardi, dopo essersi prodigato per la famiglia, operando in un’osteria, spalancò agli altri il suo meraviglioso mondo interiore, il suo talento. “Il mio cervello è pieno di fantasia “ andava dicendo; ed era vero, tanto che, dalla sua vena fertilissima sono uscite: poesie, canzoni, ballate, storie ispirate all’amore ed alle vicende di ogni giorno, commedie per i burattini, tracce di film. E, nello stesso tempo, la sua tavolozza ha prodotto centinaia e centinaia di quadri, dai colori accesi, sotto la suggestione di episodi accaduti o immaginati; ha delineato personaggi ed animali in cammino, per sentieri candidi, verso castelli incantati, tra cornici di boschi da favola.
Ponzi ha scolpito soprattutto sassi, quelli che la terra offriva spontaneamente durante l’aratura; e li ha aiutati a “ vivere “ ad “ esprimersi “ con un linguaggio misterioso. In effetti vi ha soffiato dentro una vita, una forza espressiva non comune. Tutta l’attività testimonia il suo carattere di una trasparenza cristallina, i suoi sentimenti, con tutta sincerità e spontaneità, in modo originale ed interessante, tanto da guadagnarsi l’invito alle più grandi mostre degli anni ’70, in Italia ed all’estero, soprattutto in Germania.
Il 10 giugno 1984, è calata la sera sulle splendide aurore da lui dipinte, è terminato il suo “ Volo “, nella sua casa divenuta “ quasi un Oratorio di preghiere e di sofferenze “ e nella quale ha scritto (sono parole sue) “ sulla carta bianca la forza del suo cuore”.
Come non ricordare il suo stile da gentiluomo, nel congedarsi ? Dopo ogni incontro, soleva cantare qualche suo stornello concluso immancabilmente da un largo sorriso, sollevando la mano a mezz’aria a salutare, col cappello, levato in segno di rispetto e d’amicizia.
Questo profilo vuol essere un omaggio, cordiale e consueto, indirizzato a lui, che ha raggiunto ormai il sospirato “ campo fiorito della Verità”.

enrico62
selezione articoli,Plink
IO
AVVERTENZE ED ISTRUZIONI:
CATEGORIE:






ARCHIVIO:
COMMENTI:
LINKS:
12 settembre 2006 - L'informazione di Parma
Bödeker Gesellschaft
Collezione arte naif Luigi Braghiroli
Comune di Lesignano de' Bagni - Parma
dal Dizionario Biografico dei Parmigiani
FIDAN - Fondo Internazionale di Documentazione sull'Arte Naif
musee-creationfranche
VISITE:
*loading*
CREDITI:
Template -->Kira83
Distribuito -->
Kira’ stickers, and also d.s., fu.g. , p. , fe.g.
Immagini --> opere originali di Nello Ponzi
selezione articoli | NELLO PONZI : un castello di sogni naif