selezione articoli | NELLO PONZI : un castello di sogni naif
giovedì, 07 dicembre 2006, 18:48

grafica







Dino Menozzi     La Grafica Naive


Editrice Age – Reggio Emilia 1971



… ci sembra opportuno riportare l’avventura della scoperta di Nello Ponzi che solo dopo oltre vent’anni dal suo accostarsi alla pittura , e divenuto noto al pubblico degli appassionati e della critica più attenta.



Di Nello Ponzi si era già sentito parlare sulla stampa locale nei soliti termini giornalistici che puntano sul caso inconsueto e pittoresco, sul “pezzo di colore”. Una verifica diretta ci permise di scoprire, alla sua prima partecipazione ad una modesta collettiva provinciale (Lesignano Bagni 1968) riservata principalmente alla pittura dilettantistica, i notevoli valori espressi dal suo genuini talento, di conoscerlo meglio e di accertare che le sue prime e già valide e compiute manifestazioni pittoriche risalivano al 1945.



Consci della sua fresca vena poetica, dello straordinario fascino, dell’inconscio e suggestivo primitivismo di tante sue espirate raffigurazioni (è anche valido scultore) magicamente evocate da biblici racconti e leggende contadine con toni soffusi e fiabeschi, provocammo la sua prima partecipazione ufficiale (Correggio 1969 – “Il mondo dei naïfs”) con non poca fatica – essendo l’autore talmente restio ad ucire dal suo ambiente quieto e dimesso ma così ricco di fervidi accenti interiori – al punto di dover consegnare in mostra due opere acquistate in precedenza dal pittore stesso, dopo altrettante e non minori insistenze. Lo segnalammo inoltre a Bihalji-Merin, a seguito di una richiesta di compilazione di una succinta panoramica sugli autori italiani di maggior spicco emersi o venuti a conoscenza dal pubblico negli ultimi anni, il quale osservata la documentazione inviata, confermò in pieno la nostra valutazione e lo inserì tra i nominativi citati nel catalogo Naivni 70 dell’omonima Rassegna Internazionale di Zagabria.  


Successivamente lo proponemmo ed  iscrivemmo personalmente, per la seconda volta, a causa della sua perdurante riluttanza ad esporre, alla 1^ Rassegna annuale di Parma (1971), ove, presente Arsèn Pohribny in giuria, meritò il primo premio (titolo dell’opera La fuga in Egitto)  ex-aequo con altri quattro validissimi autori, fatto questo che costituì la sua ufficiale legittimazione.




la fuga in egitto



                                              La fuga in Egitto




enrico62
selezione articoli,Plink


giovedì, 07 dicembre 2006, 00:25

la scultura naive editrice age 1972


Dino Menozzi La scultura Naive


Editrice Age – Reggio Emilia 1972


 


  Nello Ponzi è nato il 21 gennaio 1897 a Santa Maria del Piano (Parma) ove ancora risiede. Di professione esercente ha iniziato la sua “carriera” artistica come pittore e scultore nel 1945. Ma mentre nella pittura ha attraversato periodi di stasi e sospensioni a causa dell’ironia e de dileggio dei compaesani, forse perché i suoi primi quadri erano facilmente criticabili da parte degli  sprovveduti che li confrontavano con i modelli classici e tradizionali, nella scultura invece ha trovato una attività più costante e segreta nella quale nessuno ha potuto interferire. L’arco centrale della sua produzione è ormai concluso, considerata l’età avanzata dell’autore; ora si limita ad eseguire sporadici piccoli lavori in cotto nei quali però vi è solo un pallido riflesso della originalità e potenza delle prime raffigurazioni.


Vissuto per anni in una piccola frazione appartata, a ridosso delle colline, ha condotto vita ritirata, completamente assorbito tra l’attività di esercente e l’altra “attività” di pittore e scultore. Per quasi trent’anni è sfuggito agli influssi della cultura rimanendo ancorato ad una visione tranquilla e patriarcale della vita. Si direbbe quasi che la sua attività di esercente, oltre ad osservare alla funzione pratica di sostentamento, abbia recitato un importante ruolo di schermo per l’altra attività segreta e personale.


 


davanti a  casa particolare




La visione del cortile della sua piccola abitazione ci coglie subito di sorpresa e ci riempie di stupore: ai nostri sguardi si offrono mostri, sfingi, strani ed indefinibili animali, cariatidi, figure zoomorfe, bassorilievi effigianti paesaggi e castelli della zona. E’ una miriade di voci che si alza, un coro di lingue diverse, di sensazioni strane che ci assalgono inaspettatamente. Per anni questo suggestivo campionario è rimasto nel cortile esposto alle intemperie e ogni nuova presenza ritmava il fluire del tempo.                 


Per quasi trent’anni tali sculture (unitamente ai quadri che fino a qualche anno fa tappezzavano letteralmente le pareti della sua abitazione) non sono state eseguite per altro scopo che quello di soddisfare la sua passione segreta. Solo nel 1969 era trapelata la vaga notizia di un’anziana persona che scolpiva i “sassi “; e fummo noi a riscoprirlo, e toglierlo dalle rassegne dilettantistiche di paese, ad acquistare alcune delle sue prime opere ed a proporlo all’attenzione della critica, sia come pittore che come scultore.



la morte è un sogno


                                           La morte è un sogno





Ma è soprattutto la sua produzione plastica che ci interessa in questa sede. Abbiamo già sottolineato la straordinaria varietà di temi: pur in questa ampia variabilità notiamo che non vi è apprezzabile sviluppo formale nel complesso delle sue opere; caratteristica questa di tutti gli autentici naïf, e prerogativa di notevole importanza per la quale l’autore si esprime fin dall’inizio con un rimarchevole standard artistico che rimarrà pressoché stabile ed invariato nel tempo.


In Ponzi troviamo inoltre una armonica unitarietà di espressione: i temi vengono resi in un inconscio affiorare degli archetipi mentali dell’autore, formati dallo stratificarsi di fantastici racconti, antiche leggende e bibliche tradizioni.


giardiniere




                                                 Giardiniere





Solo così  possiamo giustificare in Nello Ponzi, vissuto per tanti anni isolato, al di fuori del mondo della cultura e dell’arte, impressionanti quanto involontari punti di contatto con le sue ancestrali forme primitive, che insegue modellando e “adattando” le curvature naturali dei massi e delle pietre tondeggianti, ed ottenendo di volta in volta figure di arcaico sapore simili ad alcune pietre tombali bogomiliche (Bosnia Erzegovina) o agli asciutti ed essenziali bassorilievi del Wiligelmo del primo periodo romanico.


 

enrico62
selezione articoli,Plink


domenica, 15 ottobre 2006, 23:09

A   Santa   Maria   del   Piano

Scolpisce al sole ma nel buio dei tempi

 da    Resto del Carlino    -  1964 

 

 Ogni volta che Nello Ponzi apprende che si scava, per le fondazioni di una casa, o per sradicare le radici di un vecchio albero, o che – più raramente – una breve costa è franata nella dolce collina che si stende attorno a Santa Maria del Piano,  verso Lesignano Bagni (ove pare verranno ripristinate le vecchie Terme) e scende al torrente, si avvia verso la zona di scavo affidando la bottega di generi vari alla moglie e raggiunge la zona ove la terra è smossa per vedere se ci sono i suoi sassi.

  “ I sass mort “ li chiama – pensando che è poi lui a darvi vita a colpi pazienti di scalpello – sono generalmente grosse pere di arenaria scura, abbastanza frequenti nel sottosuolo della zona;

 Nello Ponzi ritorna allora con la carriola, carica le pietre grosse come una zucca e sino alla stessa capienza della carriola, e le porta a casa, depositandole nel cortiletto  antistante il negozio.    

Nelle ore libere, nelle lunghe serate estive, la domenica, mentre gli altri vanno all’osteria per interminabili partite a briscola, Ponzi – un omino in ordine, che ama i libri, la pittura e da giovane fece il burattinaio – si mette lì, sul sagrato della sua casetta, si mette davanti alla pietra prescelta e si fa raccontare la sua misteriosa storia: potrebbe essere il nucleo informe di un leone, di un curioso totem, o, piatta, l’ingresso ad un tempio, con colonne, timpano e due figure che s’incontrano. Prende allora un carbone e su quella pietra ruvida abbozza un disegno che poi accentua , scava, rende in volume con uno scalpello.

Davanti a casa vi sono almeno cinquanta di queste sculture, che la pioggia tende a patinare di verde, di una lievissima muffa che le rende antiche come avanzi di un preromanico immaginario, uscito appunto dall’immaginazione di un uomo che avrebbe potuto essere un garzone _____ se fosse nato ed avesse operato otto secoli fa.

pietre

 

 

da    Gazzetta di Parma     del    13/03/1970

I  naïfs  parmensi  fanno  la  loro  prima  uscita

Una  mostra  patrocinata  dall’EPT  Reggiano

 

   Stanislao Ponzi, che nel silenzio delle colline parmensi scolpisce nella pietra figure di animali o di sfingi antiche.  Nei suoi blocchi massicci ed enigmatici si scopre il segno di una cultura popolare assorbita per affinità elettiva e trasmessa in singolare assonanza con le forme di scomparse civiltà arcaiche. “

 

 

dal volume    La  Grafica  Naïve  nella  Bassa  Padana

Dino Menozzi  Editrice AGE  Reggio E. 1971  pag. 26

  

“ …. ci sembra opportuno riportare l’avventura della scoperta di Nello Ponzi che solo dopo vent’anni dal suo accostarsi alla pittura, è divenuto noto al pubblico degli appassionati e della critica più attenta.

Di Nello Ponzi si era già sentito parlare sulla stampa locale nei soliti termini giornalistici che puntano sul caso inconsueto e pittoresco, sul “pezzo di colore”. Una verifica diretta ci permise di scoprire, alla sua prima partecipazione ad una modesta collettiva provinciale (Lesignano Bagni – 1968) riservata principalmente alla pittura dilettantistica, i notevoli valori espressi dal suo genuino talento, di conoscerlo meglio e di accertare che le sue prime e già valide e compiute manifestazioni pittoriche risalivano al 1945.

Consci della sua fresca vena poetica, dello straordinario fascino, dell’inconscio e suggestivo primitivismo di tante sue ispirate raffigurazioni (è anche valido scultore) magicamente evocate da biblici racconti e leggende contadine con toni soffusi e fiabeschi, provocammo la sua prima partecipazione ufficiale ( Correggio 1969  – “Il mondo dei naïf” ) con non poca fatica – essendo l’autore talmente restio ad uscire dal suo ambiente quieto e dimesso ma così ricco di fervidi accenti interiori – al punto di dover consegnare in mostra due opere acquistate in precedenza dal pittore stesso, dopo altrettante e non minori insistenze. Lo segnalammo inoltre a Bihalji-Merin, a seguito di una richiesta di compilazione di una succinta panoramica sugli autori italiani di maggior spicco emersi o venuti a conoscenza dal pubblico negli ultimi anni, il quale, osservata la documentazione inviata, confermò in pieno la nostra valutazione e lo inserì tra i nominativi citati nel catalogo  Naivni  ’70  della omonima Rassegna Internazionale di Zagabria.

Successivamente lo proponemmo ed iscrivemmo personalmente, per la seconda volta, a causa della sua perdurante riluttanza ad esporre, alla 1^ Rassegna annuale di Parma (1971), ove, presente Arsén Pohribny in giuria, meritò il primo premio ex-aequo con altri cinque validissimi autori, fatto questo che costituì la sua ufficiale legittimazione.

 

 

Il mio sogno l 

 

da    Gazzetta di Parma    del   15/03/1975

Gli  “ ingenui ”   di   Parma 

Una mostra di dieci fra i più noti pittori naïf della città      

“ … con Nello Ponzi, si torna alle forme arcaiche delle pietre scolpite con la sensibilità di un lapicida medioevale: un mondo misterioso che si svela per le vie semplici di un’autentica cultura popolare. ”

                                                                              (Gianni  Cavazzini)

 

 n.d.r :     accompagna   l’articolo  la  riproduzione  dell’opera  di  Nello  Ponzi   “Il ballo campestre”

1982 stornellata al vescovo

 

   

dal catalogo   Il Mondo dei Naïfs

Rassegna storica della Pittura Naïve Italiana

Città  di  Correggio  (Re)  -  1991

 

 NELLO (Stanislao) PONZI     (S. Maria del Piano – PR –    1897-1984)            è nato in un piccolo borgo di campagna a ridosso delle amene colline parmensi, ove è sempre vissuto ed esercitato l’attività di bottegaio. Burattinaio a tempo perso, è sfuggito agli influssi della cultura ed è rimasto ancorato ad una visione semplice e patriarcale della vita.

 

Sia nella scultura (che consiste nel modellare e sbozzare ruvidamente sassi e blocchi di arenaria, prelevati nel vicino torrente, seguendo e sfruttando le curvature naturali del materiale) che nella pittura, che pratica dal 1945, in sostanziale segretezza, per evitare gli ironici commenti dei vicini, i temi vengono materializzati da un inconscio affiorare degli archetipi mentali dell’autore, formati dalla stratificazione e sedimentazione di biblici episodi, antiche leggende e fiabe e fantastici racconti. Nella pittura in particolare, che pratica stemperando in olio di lino cotto pigmenti in polvere (usati decenni fa dagli imbianchini di campagna), che con gli anni assumeranno una patina di antico a causa dell’ossidazione dell’olio,  utilizza una particolare e suggestiva iconografia, dalle figure tozze e inconsciamente stilizzate, dall’atmosfera candida e primitiva, quasi arcaica, che ha vaghe assonanze con le asciutte ed essenziali raffigurazioni del Wiligelmo del primo periodo romanico. Tutto ciò conferisce indubbio fascino alla sua originale ed ispirata pittura.

 

 

  da    GENTE  DI  CASA NOSTRA 

                  di ieri e di oggi 

    Nello  Ponzi  -  pittore, scultore, poeta

  edito da  AVIS Lesignano Bagni – 1993

 

 

            Nel cuore del vecchio borgo di S. Maria del Piano ha compiuto il “Volo della vita”, per usare questa sua poetica espressione, Nello Ponzi, pittore, scultore, poeta. Tra amene colline, dal verde intenso e dalle “ vigne d’oro ”, Ponzi vide la luce il 21gennaio 1897 e , dopo una parabola di 87 anni, le ha salutate “ senza sgomenti, perché non è triste camminare assieme a Lui … verso il campo fiorito di Verità incancellabile …”. Tale era il suo modo di concepire il presente ed il futuro. Il suo “ Volo “ che “ non fu sempre piacevole e facile “; era iniziato spingendo il carretto attraverso i paesi a vendere qualche taglio di stoffa e passando la notte in qualche fienile o stalla ospitale. Arrivò la Grande Guerra del ‘15-’18,  che lo portò lontano dalle sue colline, sul Monte Grappa e alla Bainsizza, dove si guadagnò i galloni di Sergente Maggiore, pur essendo negato per il fucile e più incline a manovrare marionette per divertire i suoi commilitoni. Sull’Altopiano rimase gravemente ferito, restando “ addormentato “ per tre giorni e tre notti; riavutosi, portò istintivamente la mano alla fronte e “ segnatomi – diceva lui stesso – nel nome del Signore ero contento di essermi salvato da quel fuoco che costò la vita a tanti miei amici “.

            Soltanto molto più tardi, dopo essersi prodigato per la famiglia, operando in un’osteria, spalancò agli altri il suo meraviglioso mondo interiore, il suo talento. “Il mio cervello è pieno di fantasia “ andava dicendo; ed era vero, tanto che, dalla sua vena fertilissima sono uscite: poesie, canzoni, ballate, storie ispirate all’amore ed alle vicende di ogni giorno, commedie per i burattini, tracce di film. E, nello stesso tempo, la sua tavolozza ha prodotto centinaia e centinaia di quadri, dai colori accesi, sotto la suggestione di episodi accaduti o immaginati; ha delineato personaggi ed animali in cammino, per sentieri candidi, verso castelli incantati, tra cornici di boschi da favola.

          Ponzi ha scolpito soprattutto sassi, quelli che la terra offriva spontaneamente durante l’aratura; e li ha aiutati a “  vivere “ ad “ esprimersi “ con un linguaggio misterioso. In effetti vi ha soffiato dentro una vita, una forza espressiva non comune. Tutta l’attività testimonia il suo carattere di una trasparenza cristallina, i suoi sentimenti, con tutta sincerità e spontaneità, in modo originale ed interessante, tanto da guadagnarsi l’invito alle più grandi mostre degli anni ’70, in Italia ed all’estero, soprattutto in Germania.

            Il 10 giugno 1984, è calata la sera sulle splendide aurore da lui dipinte,  è terminato  il suo “ Volo “, nella sua casa divenuta  “ quasi un Oratorio di preghiere e di sofferenze “ e nella quale ha scritto (sono parole sue) “ sulla carta bianca la forza del suo cuore”.

            Come non ricordare il suo stile da gentiluomo, nel congedarsi ? Dopo ogni incontro, soleva cantare qualche suo stornello concluso immancabilmente da un largo sorriso, sollevando la mano a mezz’aria a salutare, col cappello, levato in segno di rispetto e d’amicizia.

            Questo profilo vuol essere un omaggio,  cordiale e consueto, indirizzato a lui, che ha raggiunto ormai il sospirato “ campo fiorito della Verità”.

 

1979 la stornellata alla festa degli anziani

 

 

 

enrico62
selezione articoli,Plink




IO

Utente: enrico62
Nome: E.


  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

AVVERTENZE ED ISTRUZIONI:

Questo blog, dedicato all’arte ed alla vita del
dimenticato artista naïf Ponzi Stanislao detto
Nello
, non rappresenta una testata giornalisti-
ca in quanto viene aggiornato senza alcuna pe-
riodicità e pertanto non può considerarsi un
prodotto editoriale ai sensi della Legge N. 62
del 7/3/2001.

Le riproduzioni fotografiche delle opere esegui-
te dall’artista e qui pubblicate possono essere
scaricate (a patto che sia lasciato almeno un com-
mento); nel caso di un suo riutilizzo pregasi viva-
mente voler citare, oltre all’autore, il titolo e
questa fonte.


Per contatti: Enrico consul.63@alice.it

CATEGORIE:













ARCHIVIO:

oggi
gennaio 2009
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006

COMMENTI:

LINKS:

12 settembre 2006 - L'informazione di Parma
Bödeker Gesellschaft
Collezione arte naif Luigi Braghiroli
Comune di Lesignano de' Bagni - Parma
dal Dizionario Biografico dei Parmigiani
FIDAN - Fondo Internazionale di Documentazione sull'Arte Naif
musee-creationfranche

VISITE:

*loading*

CREDITI:

Template -->Kira83
Distribuito --> Kira’ stickers, and also d.s., fu.g. , p. , fe.g.
Immagini --> opere originali di Nello Ponzi



selezione articoli | NELLO PONZI : un castello di sogni naif